ARTURO CALABRESI

Difensore
Nato a Roma il 17 marzo 1996
Esordio in A: -

2008-09 N.LODIGIANI dil.
2009-10 ATLETICO ROMA C1 0 0
2010-11 ATLETICO ROMA C1 0 0
2011-12 ROMA A 0 0 0 0
2012-13 ROMA A 0 0 0 0
2013-14 ROMA A 0 0 0 0
91 2014-15 ROMA A

(legenda)

Alla Roma si giocano un posto, in Nazionale pure, ma Elio Capradossi e Arturo Calabresi, compagni e amici da poco più di un anno, ancora non hanno cominciato a sfottersi. “La viviamo molto tranquillamente”, rispondono in coro a La Borghesiana, che oggi lasceranno per volare in Ungheria, qualificazioni all'Europeo Under 17. Il primo ad arrivare nel giro azzurro, un anno fa, è stato Elio Capradossi, elegante difensore centrale con sangue congolese, somiglianza anche somatica con Juan (“Era il mio modello, ma ho perso il conto delle persone che hanno detto che gli somiglio: qualche centinaio”), Calabresi lo ha raggiunto un mese fa, torneo ad Hannover, convocato all'ultimo in sostituzione di un azzurrino infortunato. L'ultimo arrivato, e infatti fino a ieri era in dubbio: i 24 convocati dovevano diventare 18, ma ha passato la selezione.

Anche perché nel frattempo Calabresi jr (il padre è l'inviato di punta de Le Iene) si è imposto in Primavera: titolare sotto età, rendimento sempre elevato, anche nella Supercoppa con l'Inter (“Che giocatore Livaja: non è stato facile marcarlo”). Mentre il coetaneo (sei giorni di differenza tra i due: 11 e 17 marzo 1996) che lo terrà in panchina in Nazionale in Primavera non è ancora arrivato. “No, con De Rossi non ho mai lavorato – spiega Capradossi – mentre ho avuto per qualche mese Montella: grandissimo allenatore, grande capacità di gestire il gruppo. Ogni tanto faceva qualche partitella con noi: si vedeva che era un grande giocatore, ma si metteva più che altro in mezzo al campo, non capitava spesso di marcarlo”. Calabresi, quell'anno, stava ancora all'Atletico Roma. “E giocavo col numero dieci. Mi piaceva fare la mezzapunta, a volte giocavo a centrocampo, altre persino attacco. E quando Tovalieri mi ha messo in difesa ero perplesso. E invece...”..

(Francesco Oddi - La Gazzetta dello Sport - 16 ottobre ’12)


La carriera in nazionale (figc.it)