VLAD NICOLAE MARIN

Difensore
Nato a Rimnicu Vilcea (Romania) il 15 maggio 1995
Esordio in A: -

2006-07 POMEZIA Ecc.
2007-08 LAZIO A 0 0 0 0
2008-09 LAZIO A 0 0 0 0
2009-10 LAZIO A 0 0 0 0
2010-11 LAZIO A 0 0 0 0
2011-12 LAZIO A 0 0 0 0
2012-13 MANCHESTER C. A

(legenda)

Vlad Nicolae Marin, 17 anni, esterno sinistro degli Allievi della Lazio promosso da Bollini per i play off scudetto del campionato Primavera a Gubbio, dove aveva impressionato tutti a partire da Petkovic, sta scegliendo le sterline del Manchester City. I collaboratori di Roberto Mancini e dello sceicco Mansour lo hanno soffiato alla società biancoceleste, che gli stava disegnando un percorso per arrivare gradualmente in prima squadra. Era senza contratto, si poteva trasferire all’estero. Ha spiazzato la Lazio e sta preparando la fuga in Inghilterra: nei prossimi due anni frequenterà l’Academy ed entrerà a far parte della squadra riserve del City. Lotito, il ds Tare e Bollini ci sono rimasti malissimo: Marin, considerato un punto fermo per la prossima stagione, era convocato con la Primavera in partenza per il ritiro di Rivisondoli in Abruzzo.

Ieri mattina non si è presentato al centro sportivo di Formello. Marin, che sino a due giorni fa si era allenato, ieri ha fatto perdere le sue tracce, neppure rispondeva al telefono. Una fuga in piena regola, tenendo tutti all’oscuro. Rabbia e incredulità a Formello, dove parlavano apertamente di sgarbo e di vergogna, l’ennesima che capita nel calcio giovanile.

La notizia si è diffusa in pochissimi minuti. La Lazio s’è infuriata con gli agenti che lo seguivano da tempo e che a loro volta (così dicono) sarebbero stati traditi dal ragazzo, pronto a volare in Inghilterra con l’aiuto di altri emissari. Ieri sera si trovava ancora a Roma e si stava pensando a un disperato tentativo di recupero, fermo restando il tradimento. Si può inseguire un ragazzo che ti gira in questo modo le spalle? Si è saputo che gli osservatori italiani del Manchester City lo stavano seguendo da un paio di mesi, ma la società biancoceleste - fedele ad alcuni principi in tema di giovani - stava già facendo il massimo. Marin, sotto età, era stato promosso in Primavera per le finali scudetto e Petkovic, soltanto per una questione numerica, non lo aveva convocato per Auronzo.

Era uno dei baby papabili per il ritiro a ridosso di Onazi e Rozzi, che hanno un paio d’anni in più. La Lazio aveva sventato a giugno l’assalto del City a Cataldi, centrocampista della Primavera, e voleva portare in fretta Marin alla firma del primo contratto professionistico che si può siglare al compimento dei 16 anni. Vlad era ancora tesserato come “giovane di serie”. Purtroppo c’è poca difesa per le società italiane in questi casi. Lotito e Sabatini nel 2007 avevano perso Macheda: irresistibile il richiamo di Ferguson al Manchester United. Ma in precedenza si erano registrati altre fughe eccellenti. La Lazio di Cragnotti nel 2001 perse Valerio De Cesare (oggi al Torino), tesserato dal Chelsea. E un paio d’anni dopo, sotto la gestione Capitalia con l’avvocato Longo presidente e Mancini in panchina, Andrea Russotto scappò al Bellinzona.

Romano d’adozione, rumeno di origine. Vlad Nicolae Marin è nato il 15 maggio 1995 a Rimnicu Vilcea, in Romania. Si era trasferito a Roma, per raggiungere la mamma, quando aveva 7 anni. Cominciò a giocare nel Pomezia, venne tesserato dalla Lazio nel 2007, svezzato nei Giovanissimi Nazionali dal mister Alberto Mariani. Una crescita senza soste, il torneo Wojtyla, il Viareggio, la convocazione nella nazionale Under 15 della Romania, la benedizione di Inzaghi, la promozione con Bollini, gli elogi di Petkovic. Sino a ieri. Struttura massiccia, buona corsa, velocità, Marin dovrà misurarsi con la fisicità del calcio inglese. Mancio era informato e ha fatto sapere di non essere lui il regista dell’operazione, ma sarebbero stati gli agenti a proporlo all’Accademy del City. La sostanza non cambia. Lotito e Tare si sono sentiti traditi e la linea societaria è conosciuta: dai grandi ai più piccoli, vogliono solo giocatori contenti di indossare la maglia della Lazio. Non si può ricoprire d’oro un ragazzo di 17 anni: sballerebbero tutti gli equilibri del vivaio. E così non c’è difesa.

(Fabrizio Patania | Il Corriere dello Sport-Stadio | 4 agosto 2012)