OGENYI EDDY ONAZI

Centrocampista
Nato a Lagos (Nigeria) il 25 dicembre 1992
Esordio in A: 6 maggio 2012, Atalanta-Lazio 0-2

2010-11 MY PEOPLE AC. dil.
19 Mar.2011 LAZIO A 0 0 0 0
23 2011-12 LAZIO A 1 0 0 0

(legenda)

La Lazio scopre Onazi. E lo fa in un gelido pomeriggio a Tivoli, l’altro ieri pomeriggio, al 28’ del primo tempo, quando il centrocampista nigeriano si apposta al limite dell’area e, sfruttando una respinta della difesa dell’Anderlecht da calcio d’angolo della Primavera biancoceleste di Bollini, inventa un tiro di destro al volo scomposto, ma perfetto per forza e traiettoria. Il 3-0 inflitto ai belgi, nella seconda giornata della Viareggio Cup, ha preso le mosse proprio da questa prodezza di Ogenyi Eddy Onazi da Lagos, nato nel giorno di Natale del 1992. Gioca nella Primavera, ma se è arrivato dalla Nigeria ed è rimasto, è perché può diventare una risorsa importante, in prospettiva, per la prima squadra. E stando a quanto ha fatto vedere nelle prime due partite della Viareggio Cup, i numeri questo ragazzo li ha.

Onazi ha uno “sponsor” che in Italia tutti ricordano molto bene. È Taribo West, che arrivò dall’Auxerre all’Inter nel 1997: ci rimase due stagioni e, dopo una parentesi di un altro anno al Milan, passò per l’Inghilterra, la Germania e Belgrado, prima di optare per mete più esotiche. West è il tutor della My People Academy, la scuola di Onazi, un club dilettantistico di Lagos fondato da T.B. Joshua, il predicatore che ha dato vita a «La Sinagoga - La Chiesa di tutte le Nazioni» (Scoan), una organizzazione ecclesiastica con riferimento cristiano. Da Lagos il centrocampista nigeriano ha fatto, sempre attraverso i rapporti della Scoan, una esperienza in Svezia con il Bodens Bandyklubb, anche questo dilettantistico: un dettaglio che non sarà affatto secondario al momento dell’approdo di Onazi a Roma.

La Lazio vede per la prima volta Onazi a novembre. Taribo West arriva a Formello con Eddy e con un altro ragazzo, Sani Emmanuel, esterno offensivo, un peperino dai grandi numeri ma con una struttura fisica tutta ancora da fare. Sani calcisticamente è il gemello di Eddy, ha fatto la stessa sua trafila, sempre insieme, anche in Svezia. Ed anche nella Nigeria Under 17 che gioca il Mondiale in casa due anni fa e lo perderà in finale contro la Svizzera. Entrambi vengono aggregati alla Primavera di Bollini e nell’amichevole con la prima squadra che serve per vederli, Onazi mostra personalità lasciando i segni a più di qualcuno del gruppo di Reja. In attesa che si risolvano le pratiche per il tesseramento, il ragazzo è tornato e a tutti gli effetti sta giocando a Viareggio come prestito alla società biancoceleste dalla My People Academy. Dove sta lo stratagemma? Che non avendo mai giocato in un club professionistico il tesseramento di Onazi sarà il primo e quindi non verrà considerato da extracomunitario perché avverrà in Europa. Lo stesso dicasi per Emmanuel, rimasto invece al palo a Viareggio, perché il regolamento consente di tesserare un solo prestito non di tua proprietà.

Quello che colpisce di Onazi - in campo ovviamente «Ona» per chiunque lo chiami, dal tecnico ai compagni, è che non gli riconosci uno stile nel portamento, nei gesti - cosa che magari si vorrebbe pretendere da un vertice basso del centrocampo - ma ti rendi subito conto dell’efficacia che produce tutto ciò che fa. È un costante, un continuo, e chi si ferma in superficie potrebbe etichettarlo tra i martellatori della mediana, quelli bravi a carpire i palloni e a scaricarli all’ideatore del gioco. È lì che Onazi si sdoppia: perché lavorandoci in questi ultimi venti giorni, Bollini ha già capito quali qualità in più ha il nigeriano e lo ha messo nella condizione di valorizzarle. Onazi non è Asamoah, non è Obodo, non ha così facilmente un omologo. È un giocatore che fa le due fasi, che interdice e costruisce. E quando deve costruire lo fa scegliendo più soluzioni, dall’appoggio breve, a quello lungo, al cambio di campo. Colpendo per la rapidità di pensiero che uno come lui - praticamente senza scuola calcistica - potrebbe non avere. Se invece ce l’ha significa che è innata. E allora educarla potrà solo farlo crescere. Così come anche fisicamente Eddy potrebbe dare segnali di potenziamento in prospettiva. Bollini lo allena e lo farà crescere, Reja lo segue e lo aspetta. Onazi vuole conquistare la Lazio.

(Fabio Massimo Splendore | Il Corriere dello Sport-Stadio | 25 feb. ’11)