STEFANO SABELLI

Difensore
Nato a Roma il 13 gennaio 1993
Esordio in A: -

2004-05 SAVIO dil.
2005-06 ROMA A 0 0 0 0
2006-07 ROMA A 0 0 0 0
2007-08 ROMA A 0 0 0 0
2008-09 ROMA A 0 0 0 0
2009-10 ROMA A 0 0 0 0
49 2010-11 ROMA A 0 0 0 0
95 2011-12 ROMA A 0 0 0 0
2 2012-13 BARI B 29 0 1 0
2 2013-14 BARI B
2 2014-15 BARI B

(legenda)

Nel giugno del 2007, quando i Giovanissimi di Stramaccioni si stavano giocando al Via del Mare di Lecce l’accesso alla finale contro i padroni di casa, Stefano Sabelli era in campo: terzino destro, scatto bruciante, polmoni enormi e piede delicato, aveva giocato la regular season coi Regionali, poi venne promosso sotto età coi ’92, 3 presenze nel momento più caldo della stagione, Atalanta, Inter e Lecce. In campo coi salentini anche due ragazzini che promettevano meraviglie, Scialpi e Pompilio: si sono ritrovati quest’anno a Varese, il primo domani non ci sarà, espulso in semifinale, il secondo giocherà col 10, e quando si allargherà sulla sinistra ritroverà il ragazzino che aveva sfidato quattro anni fa, sempre con uno scudetto in palio.

Quelle tre presenze per Sabelli sono una medaglia sul petto: campione d’Italia coi Giovanissimi quell’anno, campione con gli Allievi un anno fa, vincendo domani sarebbe uno dei pochissimi a poter vantare tre scudetti nelle tre categorie che lo mettono in palio. Un onore da condividere con i due compagni che scesero in campo in quel 2006-07 e che fanno ancora parte dell’organico della Primavera, gli amici di sempre Bongiovanni e Carboni, quelli con cui passa le sere d’estate tra Piazza Re di Roma e l’Alberone, ma domani sera lui è l’unico che ha la certezza di giocare. Lo scorso anno la finale scudetto la vide con le stampelle: frattura del quinto metatarso del piede destro, giusto due giorni prima delle Final Eight, uno di quegli infortuni che gettano gli allenatori nello scompiglio, perché “Sabbo” è uno che non ha mai un sostituto all’altezza, e l’unico che lo ha mai mandato in tribuna è stato Vincenzo Montella, ma solo perché in quel caso era un premio, come a Donetsk, il giorno dell’esordio di Caprari, o al derby, quando Totti fece due gol, e lui, che stava seduto dietro Ilary, venne subissato di messaggi dagli amici che lo avevano visto in tv.

La Roma lo pescò nel Savio, zona Villa Gordiani, dove giocava con Carboni e Falasca: tra il 2005 e il 2006 sbarcarono tutti a Trigoria, nel 2010 sono stati tre punti fermi degli Allievi che hanno vinto tutto, Scudetto e Arco di Trento. Dei tre, è l’unico che si è subito imposto come titolare: il terzino destro era Mladen, di due anni più vecchio, si è dovuto spostare al centro per non perdere il posto, Sabelli non fa prigionieri. È partito in ritardo, per l’infortunio al piede, ha esordito a novembre partendo dalla panchina, ci è tornato solo ad aprile, quando il girone era vinto e gli insostituibili dovevano tirare il fiato. Si è presto tutto, il contratto da professionista e la Nazionale under 18, gli manca solo la finale di domani: la convocazione per il ritiro dei grandi non è ancora stata spedita, ma ce l’ha già in tasca.

(Francesco Oddi - La Gazzetta dello Sport - 11 giugno ’11)


La carriera in nazionale (figc.it)