QUASI FAMOSI - CHRISTIAN SCARLATO

Quando hai un fratello che gioca in serie A, è logico che i tuoi sogni non possano che volare alti, verso i prati verdi dell’Olimpico o del Meazza. Christian Scarlato, fratello di Gennaro (difensore dell’Udinese) e centrocampista della Primavera della Roma, ci spera, ma sa che il percorso per arrivare alla massima serie è irto di difficoltà. «È logico che il sogno di tutti i ragazzi sia quello di arrivare un giorno a giocare ad alti livelli – afferma il giallorosso -. Ci spero anche io, è chiaro, ma so che per poterlo fare devo migliorare ancora tantissimo. Gennaro? Mi riempie di consigli, ma soprattutto mi dice sempre che sono un ragazzo fortunato, perché sono nel vivaio di una grande società, dove posso imparare tantissimo».

Ragazzo umilissimo, Christian vive nel pensionato di Trigoria da ormai cinque stagioni. Nel primo anno in giallorosso faceva su e giù con Pontinia, poi i genitori sono tornati a vivere a Napoli e la sua casa è diventata il “Fulvio Bernardini”: «Mi trovo bene. Forse spendo un po’ troppo di telefono, ma ho tutti gli affetti lontani e sentirli mi dà una carica maggiore». Già, e visto che i risultati in campo sono sempre migliori va bene anche così. È arrivato alla Roma dopo uno stage con Bruno Conti e da allora ha convinto sempre tutti, o quasi. Dopo aver vinto lo scudetto Allievi a Catania, la stagione 99/2000 è stata infatti all’insegna dei paradossi. Giocava poco con la sua squadra (gli Allievi), mentre era una pedina importante di quella superiore (la Primavera di Aldo Maldera). A fine anno è stato però protagonista delle finali di tutte e due le categorie, anche se si è dovuto arrendere rispettivamente a Reggiana ed Empoli. Nel frattempo, però, lo ha iniziato a notare anche Capello, che lo ha voluto con sé a Kapfenberg. «Quella scorsa fu una stagione strana. Andai in ritiro e iniziai la stagione da titolare con la Primavera. Poi un lungo periodo buio che si è concluso con l’eliminazione contro la Lazio, che dentro di molti di noi ancora brucia».

Quest’anno però Christian si è preso le sue rivincite. Ha ritrovato come tecnico Guido Ugolotti (che lo aveva allenato al primo anno di Allievi) ed è soprattutto cresciuto tantissimo come rendimento. Corre senza soste, fa filtro davanti alla difesa e imposta spesso la manovra. Insomma, un centrale completo, che sa fare da raccordo tra il centrocampo e gli altri reparti (a seconda che si tratti di fase difensiva o offensiva): «Sicuramente devo migliorare sotto il profilo tecnico. Il fatto di essere un generoso a volte mi fa perdere in lucidità. Quando farò meno errori in fase di appoggio, allora sarò soddisfatto». Anche perché la Roma ha bisogno di far quadrare subito il cerchio. Dopo un buon avvio, la squadra di Ugolotti è entrata in difficoltà e ora sta lavorando per il gran finale: «Abbiamo fallito il Viareggio, non possiamo sbagliare anche in campionato. Il derby? Vogliamo vincerlo, perché può essere la gara decisiva per il nostro futuro. Una vittoria ci darebbe stimoli e morale per il prosieguo del campionato. Dobbiamo assolutamente entrare nelle finali, per poi giocarci tutto. Sono convinto che quello che ci manca adesso è solo una bella prestazione e poi potremo tornare sui livelli d’inizio anno».

(Andrea Pugliese - La Gazzetta dello Sport - febbraio 2002)